Don’t panic: gli effetti del GDPR sull’email marketing

Meno tre. Fra poche ore il GDPR entrerà in vigore ed è tutta un vortice di mail e solleciti di consenso, mentre l’orologio ticchetta. In questa frenesia dell’ultima ora, verrebbe da chiedersi se è proprio necessaria questa valanga di comunicazioni.

 

Quando richiedere il consenso ai vecchi iscritti

La prima domanda da farsi è “come abbiamo lavorato in questi ultimi anni?” In altre parole: siamo stati chiari nell’informativa privacy con i nostri contatti? Abbiamo fatto in modo di ottenere sempre il loro consenso libero ed esplicito per le comunicazioni e abbiamo dato loro la possibilità di disiscriversi?

Se hai risposto no anche solo a una domanda, allora è arrivato il momento per fare una pulizia del database. Devi essere in grado di dimostrare che i tuoi contatti abbiano espresso il consenso a ricevere la tua newsletter. Tutti quei contatti di cui non hai mantenuto traccia dell’opt-in vanno verificati con una mail in cui si chiede nuovamente il consenso, mentre per gli altri che risultano già comprovati basta un invito a rivedere i propri dati. Un discorso parallelo va fatto per i nuovi iscritti.

 

Semplificare, semplificare, semplificare

Al di là di tutta la parte burocratica, lo scopo del GDPR è riportare in mano agli utenti la gestione dei propri dati, in modo che siano consapevoli di

  • Che dati vengono salvati
  • Come vengono utilizzati
  • Per quanto tempo vengono mantenuti in database

Come potrai immaginare, quindi, una caratteristica essenziale è la chiarezza dei contenuti. L’utente deve capire quello che legge e cosa comporta accettare la tua newsletter, comunicazioni mirate o i tuoi servizi online. Potrebbe essere una buona occasione per accorciare e semplificare le tue condizioni di utilizzo o la privacy policy.

 

Come richiedere il consenso

Il Regolamento generale sulla protezione dei dati non parla direttamente di email marketing, ma è inevitabile che andrà a cambiare le nostre abitudini anche in quell’ambito. Il processo complica un po’ le cose per le mail di opt-in. Il check box pre spuntato sotto il form di iscrizione alla newsletter è da evitare completamente; non che fosse mai stato legittimo usarlo, ma era un’abitudine diffusa.

Sarebbe sempre preferibile che l’utente, dopo aver scelto di cliccare sulla casella di accettazione della newsletter (o i vari consensi del caso), confermi l’iscrizione cliccando sulla mail di double opt-in. Questo infatti assicura una “dimostrazione” che il consenso è stato effettivamente effettuato dall’utente.

E per l’opt-out? Dev’essere sempre possibile far cancellare il proprio nome e altri dati dalla lista e, soprattutto, dev’essere facile farlo. Molte piattaforme di email marketing includono già nei footer il link per la disiscrizione. Alcuni marketer temono di perdere contatti in massa, quando in realtà basta profilare i propri utenti, mandare contenuti di valore o, quando le altre due opzioni non sono possibili, ridurre il numero degli invii per mantenersi in buoni rapporti con i propri lettori.

Se sei interessato al tema della norma normativa europea, abbiamo scritto anche questo articolo, con una panoramica generale sulle azioni da intraprendere. Ricorda: per consulenze su come gestire al meglio le tue attività di marketing digitale con la GDPR puoi sempre contattarci.

Digital marketer, anche se il mio primo amore è stata la scrittura. Mi trovate a Milano a cercare approfondimenti su psicologia, comunicazione e marketing, a frequentare qualche corso particolare o nascosta dietro una pila di libri.

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